Una casa culturale costruita su coltivazione, artigianato e rito.

Officine Petrucci è l’espressione di una proprietà familiare nella Tuscia, a pochi kilometri da Roma, dove agricoltura, progetto e ospitalità si sviluppano come un unico linguaggio continuo. Fesennia ne rappresenta il capitolo agricolo.

Questo non è un marchio. È un luogo, un metodo, e un orizzonte nel tempo. Costruiamo lentamente, con disciplina, affinché il lavoro possa durare oltre noi.

Filosofia

MODUS OPERANDI

Contenimento, autorialità, continuità.

Trattiamo i materiali con lo stesso rispetto che riserviamo alla terra. Ogni oggetto, raccolto e gesto è pensato per essere silenzioso, preciso e duraturo — mai eccessivo, mai effimero.

PRINCIPIO

Rito, terra, artigianato, disciplina.

Non stiamo costruendo un marchio di olio. Stiamo costruendo una casa di continuità — dove la coltivazione diventa cultura.

La Terra

COLTIVAZIONE

Olivi, zafferano, lavanda ed api.

Una proprietà viva, con una produzione in espansione — pensata per la salute del suolo nel lungo periodo, per rese misurate e per un rapporto disciplinato tra raccolto e forma.

RICERCA

Collaborazione universitaria.

Collaboriamo con l’Università della Tuscia per integrare ricerca agronomica, analisi di laboratorio e pratiche di cura in ogni ciclo produttivo.

CONTINUITÀ

Custodia familiare.

Officine Petrucci è radicata nel luogo — costruita per una continuità generazionale, non per seguire tendenze stagionali.

Still life of a table with a bowl of olive oil, a bunch of lavender on a cloth, a cup, two small bowls, and a piece of paper with saffron threads, in low lighting.
A rustic kitchen with a wooden table holding a glass oil bottle, a bundle of dried lavender, and two small bowls of spices, illuminated by natural light from a large window.
Person holding a handful of ripe green and dark purple olives with leaves, outdoors during sunset.

La componente agricola di

OFFICINE PETRUCCI

DEFINIZIONE

Dalla tenuta alla tavola. Dalla terra alla pelle.

Fesennia è la nostra espressione agricola: olio d’oliva, zafferano, miele, lavanda e future formulazioni per la cura del corpo — ogni elemento nasce dalla coltivazione, lavorato e preparato con la stessa disciplina di un oggetto.

PRIMA RACCOLTA

Molino in loco, a macine in pietra.

La prima raccolta segna un ritorno alle tradizioni che ci hanno formato — il passato torna attuale e il rito riprende forma, nelle nostre mani, in modo artigianale.

Olio di oliva, zafferano, lavanda e miele dalla nostra tenuta nella Tuscia.

Oggetti, soggiorni e un programma di messa a dimora.

Casale Fallarese - Est. 1900

LA TENUTA

Un luogo di lavoro, non un concetto.

Costruito dalla nostra famiglia nel 1900, il casale conserva una cantina scavata dal nostro bisnonno nel tufo, sotto il casale stesso.

Un luogo un tempo destinato a custodire il raccolto.

Nel 2026 la cantina torna in funzione.
Qui il raccolto si degusta, si conserva, si condivide, e i riti della terra riprendono valore.

La prima spremitura della proprietà segna l’inizio di un nuovo ciclo.


Un piccolo circolo fondatore si apre per sostenerlo.

Circolo Fondatore Agricolo

Un invito privato a prendere parte al primo ciclo di raccolta.

Un circolo fondatore di cinque anni con assegnazione annuale agricola, una bottiglia in basalto per il primo anno e accesso alla residenza presso la proprietà.

DURATA

Cinque anni di appartenenza.

La produzione è intenzionalmente limitata a ciò che la proprietà genera ogni stagione.
I membri ricevono una quota riservata a ogni raccolto.
Imbottigliamento e distribuzione seguono il calendario agricolo.

ANNO UNO

Edizione limitata in basalto.

La prima spremitura della proprietà, presentata in una bottiglia in pietra di basalto estratta in Tuscia.

Venti bottiglie.
Incise e numerate da 1 a 20.

RICERCA

Università della Tuscia.

In collaborazione con agronomi e laboratori di ricerca, applichiamo metodi avanzati di coltivazione e analisi per affinare la qualità mantenendo l’equilibrio naturale della proprietà e rafforzandone il sistema ecologico.

Creare non significa aggiungere,

ma decidere cosa rimane.